Certificazione professionale per Linux: come si ottiene?

Quando vogliamo cambiare lavoro, oppure se siamo disoccupati e vorremmo trovare un impiego, dobbiamo consegnare alle aziende che potrebbero diventare potenziali datori di lavoro un curriculum vitae, un documento che attesti le nostre capacità e che faccia capire perché la nostra figura è migliore rispetto alle altre.

Nel curriculum possiamo inserire tutte le nostre esperienze professionali passate e le nostre conoscenze, che però possono avere diversi livelli: come aver lavorato tanti anni in un negozio di informatica non equivale ad avere una laurea in informatica, e come avere una buona conoscenza del pacchetto Office non equivale ad avere un diploma ECDL, le nostre conoscenze possono essere certificate, da enti esterni, che attestino che effettivamente la persona che si candida abbia effettivamente le competenze per svolgere quello specifico lavoro.

Del resto, da questo punto di vista la laurea altro non è che una certificazione, che viene fornita da un ente (l’Università) che attesta le nostre conoscenze tramite il superamento di una serie di esami.

Le certificazioni possono però essere rilasciate da enti privati (anche di importanza internazionale), che certificano la conoscenza di un certo argomento, e in questo articolo cercheremo di capire come funzionano le certificazioni Linux, che dimostrano con un apposito diploma che possediamo le conoscenze che, altrimenti, dovremmo soltanto autocertificare con dichiarazioni che hanno sicuramente un valore minore rispetto a quello “ufficiale”.

Le certificazioni Linux sono di vario livello, perché Linux è un mondo immenso, e possono andare dalla semplice conoscenza del sistema (per lavorarci, ad esempio, magari per fare un altro tipo di lavoro) ad una conoscenza profonda del sistema, della sua configurazione, della configurazione di una rete aziendale, del porting di software su sistemi Linux.

Per ottenerle bisogna aver frequentato un corso Linux la cui durata è variabile in base alle conoscenze che si acquisiscono alla fine del corso stesso; nonostante le aziende richiedano diversi tipi di certificazioni, una delle più richieste è la CompTIA Linux+, che comprende anche due altre certificazioni di livello più basso, Linux Professional LPI e SUSE Certified Linux.

Ottenere questo diploma significa certificare che una persona è un Linux Administrator, quindi che oltre ad intendersi di sistemi Linux in generale, cioè del loro funzionamento, riesca anche ad operare le interconnessioni tra computer e la configurazione delle reti.

In questo modo si riesce a sopperire alle necessità principali di chi cerca un tecnico Linux per una media o grande azienda: infatti una persona assunta per amministrare i sistemi Linux o, più raramente, richiesta come consulente aziendale esterno e tecnico esterno, deve saper risolvere questi problemi che stanno alla base del funzionamento di un’azienda che basa la sua attività proprio sui sistemi Linux, una situazione che è meno rara di quanto potrebbe sembrare.

Al termine del corso il candidato deve superare un esame per ottenere la certificazione, e a quel punto riceverà il documento che la attesta e potrà inserirla anche nel proprio curriculum, in aggiunta alle proprie altre competenze: se siamo intenzionati a cercare lavoro, ma non abbiamo conoscenze specifiche, uno dei vantaggi delle certificazioni Linux è che non ci sono prerequisiti per poterle ottenere, il che rende alla portata di tutti frequentare il corso ed apprendere le conoscenze necessarie per poter operare su questi sistemi.

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